Genere e potere

M5s e Casaleggio Associati, perché il vertice è privo di donne?

M5s e Casaleggio Associati, perché il vertice è privo di donne?

In questi giorni infiamma la polemica interna al Movimento 5 Stelle che vede due sindaci indagati, per reati diversi, Nogarin e Pizzarotti, e trattati anche in maniera diversa. Sul primo, che non ha nascosto la sua iscrizione nel registro degli indagati, il movimento si deve pronunciare; sul secondo, che avrebbe nascosto da tre mesi il suo essere indagato dalla Procura di Parma, il direttorio si è pronunciato per la sospensione. Pizzarotti dalla sua dice che più volte ha provato a farsi ascoltare da Di Maio, responsabile dei comuni, ma è stato sistematicamente ignorato. Quale che che sia la verità non ci è dato sapere in un contesto di botte e risposte mediatiche. Ma una cosa però, dopo la morte di Gianroberto Casaleggio, abbiamo potuto constatare, visto che in questi giorni è stato messo a nudo il management della Casaleggio Associati a proposito di chi abbia mandato la fantomatica email anonima a Pizzarotti, e che in pochi hanno focalizzato. Ma perché tra il direttorio e la stanza dei bottoni non ci sono donne? Perché al vertice del Movimento 5 Stelle non vi è una cospicua presenza femminile? Perché i manager della Casaleggio Associati sono tutti uomini?
Per un movimento che si dice "avanti coi tempi" sembra una imbarazzante contraddizione.
E' risaputo che la presenza di donne aumenta le possibilità di successo in ogni impresa, ed abbassa notevolmente rischi di corruzione ed aggressività gratuita. Le società con una forte trazione politico-finanziaria-amministrativa femminile godono di buona salute rispetto a quelle maschili.
In tale direzione l'esempio dell'Islanda la dice lunga. Dopo la crisi economica del 2008 il Paese era letteralmente in ginocchio. Oggi può vantare una rivoluzione culturale e politica, chiamata "rivoluzione delle pentole", perché condotta da donne, che ha portato ad avere leader politici rosa, un comico come sindaco della capitale e condizioni di vita ritornate quasi a livelli pre-crisi.
I militanti del Movimento non dovrebbero accontentarsi della presenza femminile nelle sole periferie, ma pretenderla anche al centro del sistema di gestione del potere, da Roma a Milano.
A proposito, tutti i dirigenti delle banche islandesi che attuarono un certo tipo di finanza creativa sono stati processati e condannati. L'unica banca che è riuscita a passare indenne la crisi e che è tutt'oggi florida e solida, ha un management tutto al femminile.

Silvio Aparo