Nomi

Il "Quadrifoglio" che fa ben sperare il centrodestra

La politica e il dizionario del potere e delle opposizioni

Quando nel marzo del 2001 Silvio Berlusconi pensò ad un nuovo soggetto politico dove far entrare la coalizione di centrodestra, creò la "Casa delle Libertà". Quando Matteo Renzi, in vista delle prossime elezioni politiche, che si spera arrivino nel 2017, pensa ad un nuovo soggetto politico dove far entrare la coalizione di centrosinistra, pensa al "Partito della Nazione". Nomi importanti, belli, altisonanti che, in genere, si prodiga a fornire chi rappresenta il potere.
Come Berlusconi allora, infatti anche Renzi adesso, che amministra, ed in qualche maniera incarna la gestione del potere politico, ha la necessità di fornire un bel nome alla sua compagine.
La psicologia delle opposizioni, di contro, si è sempre focalizzata su nomi rassicuranti, magari con un certo collegamento alla natura, o a tutto ciò che suscita semplicità, essenzialità e una sorta di agreste concretezza; tipo Asinelli, Querce, Margherite, fino all'Ulivo di Prodi.
Oggi la dinamica del cambiamento, nel sottile gioco delle parti, vede nei panni dell'opposizione quelli che furono al governo con Berlusconi (Lega, ex di Alleanza Nazionale oggi Fratelli d'Italia), e quando Renato Brunetta ha dovuto annunciare, con la chiusura di menti raffinate nell'intimità del pensatoio, la nascita di un nuovo soggetto politico per accogliere il centrodestra alla prossima tornata elettorale, ha pensato bene di dare una profetica anticipazione del nome scelto parlando di "Quadrifoglio"!
Questo desiderio di accostare ad un elemento naturale come un "quadrifoglio", alla pienezza del più possente "Partito della Nazione" è casuale, oppure il frutto di qualche strano e oscuro meccanismo di riflesso condizionato della politica?
Un artificio di propaganda funzionale, afferente insomma, ampiamente consolidato dal precedente, visto che proprio l'Ulivo di Prodi fu l'unica coalizione che riuscì a battere l'armata berlusconiana e vincere per ben due volte le politiche!

Silvio Aparo