TRILATERALE

Ventotene, il Premier e l'ideale d'Europa che non c'è

Ventotene, Renzi e l'ideale d'Europa che non c'è
Per un cinquantennio dalla fine della II guerra mondiale, l’Europa ha vissuto un periodo di pace e benessere

Gentile Direttore,
desidero portare una mio modestissimo contributo alla tematica oggi presente sulle difficoltà che l’Europa sta vivendo, in particolare dal nostro angolo di visone come italiani.
Sono medico e ricordo quando giovane studente di medicina capitava, che un grande luminare si trovava bloccato nel curare una particolare affezione di un paziente che risultava apparentemente complicato, ma in modo improvviso il caso veniva risolto da qualche giovane assistente, che rianalizzando il caso ed in modo particolare ricostruendo attentamente la storia clinica del paziente, emergeva quel particolare che era la base degli eventi che innescavano la malattia. Il luminare, perché sicuro di se, perché formatosi un suo convincimento, non aveva l’umiltà di ricostruire la storia clinica del paziente, per cui si trovava in un vicolo cieco senza possibilità di trovare la soluzione del caso.
Credo che le vicende dell’Europa di oggi e della nostra nazione siano sovrapponibili, a quanto appena descritto.
Ho letto interessanti articoli su questi importanti temi, da parte di illustri giornalisti, anch’essi luminari, che però a mio parere, partono da analisi che sono fuorvianti.
Quali sono i presupposti dell’analisi da cui partire? In primis la storia dell’Europa e dell’Italia, ma con un approccio scevro di retorica, priva di preconcetti e con un minimo di umiltà.
Partiamo dall’Europa:
Un continente con 43 Stati, volendo escludere la parte asiatica (Russia, Turchia, Kazakistan) ed anche la parte Transcaucasia (Georgia, Azerbaigian, Armenia).
Non voglio enumerare le lingue ed i dialetti di ognuna di queste nazioni, poiché ci vorrebbe più di una pagina per descriverle, e questo è un primo problema per le popolazioni di questi paesi. Senza una lingua comune sarà difficile amalgamare il tutto!
La storia! Ognuna di queste nazioni ha una propria storia, che si lega strettamente alla loro cultura, tradizioni, usi e costumi ed ognuna è gelosa di tali temi.
Questo è il vero ostacolo di una Europa unita, in quanto a differenza dell’Italia, questi aspetti sono fortemente presenti e molto sentiti.
Orbene considerando quanto scritto su Altiero Spinelli e successivamente su gli altri padri dell’Europa unita, quando immaginarono una unica nazione europea, stavano vivendo la grande tragedia della II guerra mondiale. Era quindi naturale che appena finito quel conflitto che coinvolse il mondo intero, gli uomini più sensibili a tale immenso genocidio, sentirono fortemente la necessità di mettere da parte ogni particolarismo ed avviare la fondazione dell’Europa unita, ma ribadisco si usciva dalla II guerra mondiale, la Germania era distrutta, l’Italia egualmente, la Francia e la Gran Bretagna idem!
Per un cinquantennio dalla fine della II guerra mondiale, l’Europa grazie agli Stati Uniti d’America, ha vissuto un periodo di pace e benessere mai conosciuto prima, nel frattempo si dava il via alla costruzione dell’Europa unita con capitale Bruxelles.
Un Europa tecnocratica che ha creato le sue basi sulla finanza e sull’economia diretta da tecnocrati ed etero guidati e tenuti al guinzaglio dagli Stati, che nel frattempo, ripresesi dalle tragedie della II guerra mondiale, sono diventati i veri detentori del potere europeo: la Germania, la Francia e prima di Brexit, la Gran Bretagna.
Perché queste tre nazioni hanno la leadership del continente? Perché il loro passato non lo hanno mai cancellato, il loro passato è e rimane il collante di quelle nazioni. Questo passato che sinteticamente è la Storia del loro paese, diviene anche il motore dell’orgoglio e della competizione sugli scenari internazionali, sia economico – finanziari che militari!
Quando è arrivata la crisi finanziaria che ha colpito anche l’Europa e successivamente il ciclone dei migranti, cosa è accaduto? Che dopo tante chiacchiere, appelli ed iniziative beffa, noi italiani ci troviamo completamente isolati, in quanto ogni nazione si è chiusa in se per tutelarsi, il resto sono sceneggiate!
Sia Renzi che Mattarella possono richiamare tutti i più bei principi di fraternità, d’amore, d’accoglienza, di umanità, ma i fatti sono fatti! La loro invocazione all’Europa culla della civiltà, rimane una invocazione fatua e vuota, in quanto abbiamo i realmente i confini chiusi della Francia, della Svizzera, dell’Austria. Siamo rimasti soli! Fa una certa tenerezza la brava Mogherini, ricorda l’immagine di manzoniana memoria del vaso di coccio tra i vasi di ferro, questa è la rappresentante dell’Europa!
Insultata anche del nuovo sultano turco Erdogan!
Per avere un risultato positivo in una vertenza bisogna aver ben presente, che c’è necessità di essere almeno in due, per cui sul versante terrorismo, da anni invochiamo l’islam moderato, l’islam di buona volontà, ma fino ad oggi non si è fatto avanti nessun soggetto credibile, che abbia concretamente avviato un percorso di convivenza con il nostro occidente, perché chi dovrebbe rispondere, dovrebbero essere gli Stati dove l’islam è presente, ma quali di questi Stati ha la capacità di concordare un percorso di condivisione per la pace e la tolleranza? L’Egitto del dittatore Morsi? L’Arabia Saudita culla del fanatismo religioso? L’Iran teocratico?
L’Italia, diciamoci la verità, fa la furba, strizza l’occhio a chi potrebbe farci del male, sottobanco pagherà qualcuno ed infine ci sono le dichiarazioni di Alfano che invoca saggezza nel non provocare i terroristi, il ministro Gentiloni che glissa su impegni con gli altri Stati europei nell’intervenire nelle aree di crisi, tranne la solita solfa degli impegni umanitari. Sa quante risate si faranno a Racca. Questo dei non attentati può essere anche letto come la poca considerazione che ha l’Italia sullo scacchiere internazionale, anche da parte dei terroristi.
Se così fosse quale peso abbiamo nell’invocare l’Europa e nel voler essere promotori di una nuova Europa, quando Francia e Gran Bretagna chiedono interventi concreti contro il terrorismo?
Quanto scritto, in particolare della costante consapevolezza di essere i primi della classe da parte della Germania, della Francia e della Gran Bretagna, cozza con la realtà italiana.
Eugenio Scalfari nel suo editoriale del 21 agosto c.a., da suggerimenti a Renzi molto interessanti da sottoporre alla Merkel, staremo a vedere cosa si farà. Se quanto suggerito da Scalfari a Renzi non si avrà traccia da qui ad alcuni mesi, è bene ripensare ad un’altra Europa.
Vede gentile direttore, le settimane scorse ho visitato Chamonix, Ginevra, Montecarlo, Cannes e Menton, mi creda in nessuno di questi luoghi che confinano con l’Italia, vi era una sola indicazione, un solo cartello in lingua italiana, ancor di più, se chiedevate se conoscessero l’inglese, per la maggior parte vi dicevano di si, ma riguardo l’italiano tutti dicevano no! La fortuna che vi sono moltissimi ragazzi italiani, anzi napoletani e siciliani che ci hanno permesso di capire molte cose di questi paesi, per cui i desideri, le speranze che si crei una Europa come l’auspicano Mattarella e Renzi, la vedo molto difficile.
L’Italia non è credibile, per tutta una serie di fatti che non sto ad elencare, ma alcuni punti li voglio indicare.
Ci portiamo dietro il periodo fascista che esaltava il nazionalismo e la sconfitta della II guerra mondiale, per cui abbiamo cancellato dalla nostra visione di nazione l’orgoglio nazionale e l’interesse nazionale, come competizione tra Stati, abbiamo immaginato che con la fine della II guerra mondiale, non ci sarebbero state più guerre. Errori che continuiamo a perseverare.
Fuori dai confini europei e non solo, è tutto in fiamme, ogni nazione si sta attrezzando ad auto tutelarsi, mentre noi invochiamo un Europa che non esiste, cerchiamo una ciambella di salvataggio che non c’è, perché come dicevo all’inizio, l’analisi del famoso luminare è imprecisa, la storia “clinica” del paziente non è corretta, per tanto la proposta di cura è sbagliata e deve essere rivista, quanto prima possibile per non rimanere veramente soli!
Nel ringraziarla invio cordiali saluti

Stanislao Napolano