In tribunale a Imperia

Ventimiglia, No Border che trasportò clandestini in Francia si difende: "Ho agito per i diritti dell'uomo"

Un profugo alla frontiera di Ventimiglia
Il processo è stato aggiornato al prossimo 16 marzo per discussione e sentenza

"Credo di aver agito nell'ambito della Convenzione europea per i diritti dell'uomo e, quindi, in un quadro di legalità. Per il resto, oggi è stata la mia prima udienza nella quale sono stato ascoltato assieme a carabinieri e ai testi della difesa. Per il resto, non sono qui per far passare un messaggio ma solo perchè sono stato in prigione".

E' quanto ha detto il no border francese Felix Croft, 28 anni, arrestato nel luglio scorso mentre stava trasportando in Francia una famiglia di nigeriani, all'uscita del tribunale di Imperia al termine della prima udienza del processo per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Felix, che continua a rivendicare i motivi umanitari all'origine del suo gesto, è stato a lungo ascoltato dal Collegio. Il processo è stato aggiornato al prossimo 16 marzo per discussione e sentenza.

Nel corso dell'udienza il suo difensore, l'avvocato Ersilia Ferrante, ha fatto presente la recente sentenza del tribunale di Nizza in cui un altro attivista francese - accusato di avere portato in Francia circa duecento stranieri, sempre dal valico di Ventimiglia - è stato condannato a una multa di 3 mila euro perché il giudice ha accolto la tesi dei motivi umanitari. Riferendosi al flusso di migranti, Croft ha poi aggiunto: "Per la situazione in cui ci troviamo noi cittadini europei o del mondo non abbiamo altra scelta".

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